Impregilo

Test perfetto del primo supporto dinamico in area 2.05 per il titolo che pur con volumi sotto la media sembra rimbalzare da minimi di oggi. Tecnicamente spazio al rialzo fino ai 2.40 con stop economico sotto area 2.05 / 2.00.

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Indice Ftse Mib

Indice che arriva sul supporto importante corrispondente alla trend line rialzista di medio termine passante in area 20700/20800. Il cuneo evidenziato nel grafico rappresenta una situazione da monitorare attentamente. Possibile il rimbalzo da questi valori verso la parte superiore del cuneo in area 21700 dove i prezzi sono stati respinti negli ultimi 3 mesi. L’eventuale rottura rialzista di area 21700/21800 fornirebbe ulteriore spinta verso 23500/24000. In caso di mancata tenuta dei 20700 e dunque l’uscita dal basso dal cuneo potrebbe spingere i prezzi verso area 20000 e in seguito sui 19000. Possibile sfruttare al rialzo il test di oggi di area 20700 con target primo sui 21700 e stop loss ferreo in caso di rottura al ribasso dei 20500.

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“Il Medio Oriente ha il petrolio, ma la Cina ha le terre rare” (Deng Xiaoping, 1992)

La nuova bolla speculativa in atto, di cui ancora poco si parla,  è legata al settore Hi-tech. Non stiamo però parlando di eccesso di domanda di apparecchi elettronici o di ipervalutazione dei corsi azionari di aziende del settore. La questione risiede invece nella decisione della Cina di ridurre l’esportazione di materiali strategici, chiamati “terre rare”, necessari per la produzioni di apparecchiature elettroniche, tv lcd, plasma, fibre ottiche…. Questi materiali così importanti per l’economia occidentale sono presenti quasi esclusivamente in Cina, la quale si comporta da monopolista per aumentare i profitti, ma soprattutto per utilizzare tale “arma” in chiave geopolitica. La reazione dei mercati è quella descritta nella tabella seguente dove vengono indicati i prezzi di alcuni materiali espressi in Dollari Usa al Kg. Ossidi di 2007 Luglio 2010 25 Ottobre 2010 Lantanio 3,44 7,49 50,00 Cerio 3,04 6,42 50,00 Neodimio 30,24 33,20 80,00 Praseodimio 29,05 33,07 76,00 Samario 3,60 3,40 32,40 Disprosio 89,10 200,50 286,00 Europio 323,90 529,80 605 Fonte: Lynas I numeri parlano chiaro. Le soluzioni messe sul piatto sono invece meno certe. Stati Uniti, Unione Europea e Giappone hanno fatto pervenire al direttore generale del Wto Pascal Lamy la richiesta di un intervento deciso a riguardo, ma il direttore

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Pianificazione finanziaria familiare.

Una Famiglia può benissimo essere considerata un’Azienda. Essa infatti ha delle entrate, delle spese da sostenere, degli investimenti da programmare ed eseguire, delle tasse da corrispondere allo Stato e degli utili, si spera, da conseguire. Questa considerazione ci conduce a sostenere la tesi secondo la quale una corretta pianificazione finanziaria permette di rendere la Famiglia indipendente finanziariamente e di soddisfare esigenze ed obiettivi personali. Le entrate di una Famiglia sono determinate dal reddito dei suoi componenti ( stipendi, redditi da lavoro autonomo o da impresa, pensioni ) a cui va aggiunto, per chi già ne fosse in possesso, la redditività del patrimonio finanziario e/o immobiliare ( Titoli di Stato, Azioni, Obbligazioni, Fondi, Etf, Polizze, Affitti ). Le entrate vengono decurtate dai consumi, quali la spesa al supermercato, l’abitazione, l’abbigliamento, i figli, le bollette….., e dalle tasse sui redditi e sulle plusvalenze negli investimenti finanziari. La differenza, se positiva e non nulla, tra entrate e spese per consumi e tasse, determina il livello di risparmio. Il risparmio, ovvero l’utile per l’Azienda, serve per colmare alcune esigenze Familiari e per raggiungere obiettivi di medio/lungo termine. Il risparmio previdenziale è un obiettivo oggi sempre più sentito e urgente perché il primo pilastro previdenziale, la

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Vuoi un mutuo o un finanziamento? Devi prendere anche la polizza.

A quanti è accaduto che alla richiesta di un finanziamento, mutuo o prestito personale, la banca abbia offerto una polizza danni, vita e perdita del lavoro? Negli ultimi anni sicuramente a molti. Perché la banca è così interessata a proporre polizze al Cliente? Per una maggiore cura dei propri utenti o per interesse? La risposta può venire da alcuni dati e considerazioni. Le polizze proposte sono sempre stipulate con Compagnie Assicurative appartenenti allo stesso Gruppo di cui fa parte la banca erogatrice, o comunque essa intrattiene ovviamente un rapporto commerciale specifico. La remunerazione della banca non avviene solamente attraverso un abbassamento del rischio Cliente, che comunque ha un valore importante per un istituto di credito in quanto riduce l’eventuale costo di una sofferenza in bilancio, ma anche e soprattutto dalla retrocessione delle commissioni di vendita della polizza. Un indagine apparsa sul settimanale de “Il Sole 24 Ore” (Plus) evidenzia alcuni dati: la retrocessione media delle commissioni di vendita è del 49% ( di 100 € pagati dal Cliente in commissioni, cioè la parte del premio che non va a copertura dell’evento assicurato, 49 € vanno al collocatore ), con punte dell’83%. La stessa indagine appena descritta va ancora più in profondità

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Poste Italiane: sempre più Finanza sempre meno Raccomandate.

I dati di bilancio 2009 presentati da Poste Italiane ci svelano la nuova natura bancaria/assicurativa dell’Ente. Il core business delle Poste non sono più bollettini da pagare, raccomandate da spedire o buoni fruttiferi su cui investire, bensì conti correnti, polizze vita e finanziarie, fondi comuni d’investimento e obbligazioni strutturate, mutui e prestiti personali. La composizione dei ricavi totali, fonte www.poste.it, evidenzia questo cambiamento: Ricavi totali € 20,098 miliardi di cui: € 5,210 miliardi derivanti da Servizi Postali ( 25,9% ) € 4,796 miliardi derivanti da Servizi Finanziari ( 23,9% ) € 7,112 miliardi derivanti da Servizi Assicurativi ( 35,4% ) € 0,338 miliardi derivanti da altri Servizi ( 1,7% ) € 2,431 miliardi derivanti da operatività finanziaria e assicurativa ( 12,1% ) € 0,211 miliardi Altri ricavi e proventi ( 1,0% ) I numeri parlano chiaro, un quarto dei ricavi postali è determinato dall’attività storica di spedizione, i tre quarti da attività finanziaria e assicurativa. Il motivo è molto semplice: vendere prodotti altamente remunerativi come Obbligazioni strutturate ( vedi articolo sul sito alla pagina www.studiocogliandroraparo.it/?p=1007) o polizze assicurative ( vedi articolo su www.studiocogliandroraparo.it/?p=990), attraverso una rete distributiva costituita da 13.992 sportelli e da una fiducia incondizionata presente nell’immaginario collettivo, produce più

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Pubblicità ingannevole del Conto Mediolanum Freedom? Un’analisi critica.

Banca Mediolanum sta pubblicizzando sulle reti televisive nazionali una nuova iniziativa commerciale: un conto corrente gratuito il cui rendimento riconosciuto è pari al 2,2% netto. La pubblicità televisiva e il sito ufficiale della Banca, recitano lo stesso slogan: “2,20% netto che corrisponde al 3,00% lordo”. Innanzitutto, tale rendimento è garantito dall’investimento solo sulle giacenze di conto corrente superiori a € 15.000,00, che vengono automaticamente allocate sulla polizza finanziaria “Mediolanum Plus” che investe in Obbligazioni e Titoli di Stato. Sotto € 15.000,00 nessun rendimento. La prima incongruenza è la seguente: se il rendimento riconosciuto ai titolari del conto Mediolanum Freedom deriva da una polizza finanziaria che per legge è tassata al 12.5%, perché il rendimento netto riconosciuto è “solo” del 2,2% se il tasso lordo è del 3% come recita lo slogan?  Il 3% tassato al 12,5% è pari al 2,63% e non al 2,2%. Il dubbio può essere non facilmente risolto verificando il sito. Nel sito internet e in particolare nelle pagine interne (non è presente nell’home page dove è pubblicizzata l’offerta) è visibile un asterisco che rimanda alla seguente affermazione: “* Lordo equivalente se riferito ad un conto corrente ordinario.” Che significa? Il 3% è stato preso solo come elemento

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ORE CONTATE PER L’IMPIGNORABILITA’ DELLE POLIZZE

Quante volte Vi è stata offerta una polizza finanziaria da un Agente Assicurativo o da un Promotore Finanziario sottolineando l’impignorabilità, l’insequestrabilità e l’esclusione dall’asse ereditario della Polizza stessa? Il Tribunale di Parma ha recentemente emesso una sentenza di primo grado che stravolge quanto da sempre sostenuto dagli addetti ai lavori e soprattutto previsto dall’articolo 1923 del Codice Civile. La sentenza in questione afferma un principio importante: le polizze finanziarie che NON posseggono finalità previdenziali possono essere pignorate. Quali sono allora le polizze “colpite”: Unit Linked e Index Linked. Queste sono polizze prettamente finanziarie avendo come unico obiettivo quello di beneficiare della rivalutazione dei mercati finanziari nei quali investono: fondi comuni d’investimento per le Unit Linked o attraverso la replica di indici finanziari o azioni o altri strumenti specifici per le Index Linked. Coloro che hanno sottoscritto tali strumenti per evitare i creditori in caso di fallimento, per eludere il fisco o per donare somme di denaro a soggetti diversi dagli eredi legittimi, rischiano, in base alla sentenza, di non poter più usufruire di questo privilegio. La sentenza è di primo grado e dovrà essere confermata nei successivi gradi di giudizio e possiamo star pur certi che le Compagnie Assicurative non staranno

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Obbligazioni bancarie. Un’ottimo affare per le banche.

Interessante articolo sul sole 24 Ore di Sabato 11 Settembre nell’inserto Plus 24. L’articolo conferma la nostra idea espressa da tempo, ovvero che le Banche  si finanziano emettendo obbligazioni sul mercato retail (privato) in quanto il cliente non ha la possibilità e le informazioni per verificare le condizioni di rendimento e rischio offerte. Fidandosi della propria Banca il risparmiatore compra obbligazioni bancarie con rischi impliciti non remunerati adeguatamente dai rendimenti. Se la stessa Banca offrisse gli stessi titoli a soggetti informati (altre banche) questi ultimi richiederebbero rendimenti notevolmente superiori a quelli offerti al rispamiatore allo sportello. La differenza è sostanziale e si avvicina all’1% per classi di rating AA3 e supera l’1% per classi A1.

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Le obbligazioni a capitale garantito.

Un regalo al risparmiatore o uno strumento per incassare commissioni? Proviamo a rispondere analizzando un caso pratico di una obbligazione emessa da una grande banca italiana e diffusissima nei portafogli dei risparmiatori. L’obbligazione è stata emessa il 27 febbraio 2009 con scadenza 27 febbraio 2015, Il rendimento riconosciuto al sottoscrizione è costituito da due componenti: Rendimento fisso del 3,40% per ogni anno per tutta la durata dell’obbligazione (6 anni). Variabile ed eventuale “Cedola premio”, del 7,45% solo alla scadenza al verificarsi di alcuni eventi. Gli eventi che determinano il bonus a scadenza riguardano l’andamento di tre indici azionari ( Hang Seng-Cina, DJ Euro Stoxx 50-Europa, S&P 500-Usa ), i quali non dovranno riscontrare una perdita superiore al 30% a scadenza, confrontando il loro valore medio degli ultimi 5 anni con quello iniziale. Nel prospetto informativo vengono chiaramente indicate le ripartizioni analitiche dell’investimento, ovvero dove verrà investito il denaro del risparmiatore che acquista l’obbligazione: –          Componente obbligazionaria                    : 93,30% –          Componente derivativa                              :    3,20% –          Commissioni applicate                                :    3,50% Quindi di 100 euro investite solo 93.30 sono investite nell’obbligazione. Il residuo viene utilizzato per comprare il derivato che copre l’investimento nei tre indici azionari (3.20) e il resto sono commissioni che la

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