Dati ottimi

La diminuzione dei prezzi delle abitazioni(15.3% rispetto allo scorso anno, il più grave dalla crisi del 1930) riesce nel mese di Dicembre a stimolare le vendite di case esistenti del 6.5%, battendo le attese degli analisti. Il dato di Dicembre completa l’anno 2008 che si chiude con un calo delle vendite del 13.1%. La crisi attuale ha origini dall’aumento del delinquency rate sui mutui che a catena si è trasferito sul settore immobilare. Il dato dunque stupisce e conforta il mercato che reagisce con un pesante short squeeze e rottura della ribassista di medio fornendo un deciso segnale positivo. Fortemnte positivo o comunque meglio delle attese il dato Leading Indicators che racchiude 10 indicatori macroenomici relativi al mese precedente in US. Il commento al dato specifica che la componenti principali che ha contribuito positivamente (in Novembre lo stesso dato ha registrato un -0.4%) è stata l’offerta di moneta (fattore non esaltante perchè deriva essenzialmnte dalle manovre espansive della Fed), mentre sul lato negativo hanno contribuito i permessi a costruire, in continuo calo. Stabile il dato sul sentiment dei consumatori. Una lettura delle singoli voci non dovrebbe condurre a eccessivo ottimismo anche se, letti congiuntamente i dati di oggi servono al mercato,

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Test. Stoxx/Yen

Stoxx Future che testa perfettamente la parte bassa del canale ribassista in area 2080, sui minimi di Novembre. Volumi in aumento e possibilità tecniche di rimbalzo. Il movimento al ribasso delle ultime sedute (14 sedute consecuitive) deve trovare un floor tecnico. Parziale conferma dallo yen che si appresta a rompere la dinamica rialzista sui 112.50. Bund che scende per la quarta seduta consecuitiva. Nel frattempo ancora allarme utili su tutte le news. Fortis perde 14 Milardi euro nei primi 9 mesi 2008 e 4 solo nell’ultimo trimestre. Quimonda un produttore di chip tedesco non riesce a portare a termine il piano di finziamenti previsto, possibile default. Cash flow disponibile per azionisti per Generel Electric , scende del 46% rispetto all’ultimo quarto dell’anno precedente. Questo dato conferma che poi il mercato non è così irrazionale come spesso si sente dire. Grafico Stoxx con test supporto dinamico. Sotto quella quota ci sarebbe target sui minimi 2003. Yen. Rottura della ribassista.

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News mercati

Spaventoso movimento dello yen che alle 16.00 ora italiana inizia il rally che sul future CME porta il contratto scadenza marzo da 111.00 a 115.00 contro dollaro. Per ora nessuna spiegazione chiara del fenomeno. Potrebbe comunque derivare da qualche grosso operatore (hedge fund) in crisi di liquidità che sia costretto a chiudere i finanziamenti in yen notoriamente usati per finanziarsi con leva a basso tassi di interesse. Bund che per il momento non segue il movimento ma si mantiene a ridosso dei massimi della scorsa settimana in area 126.50. Ora quota una figura in meno 125.50. Equity che dopo una mattinata iniziata al rialzo sulla scia delle dichiarazioni di IBM giunte ieri dopo il close (wiew positiva per il 2009) stornano decisi con perfetta correlazione al movimento avvenuto sullo $/Yen. Dax che arriva sulla prima resistenza dinamica in area 4300 e da li sembra puntare nuovamente alla base inferiore del canale ribassista. Nuova forza solo sopra i 4330 sul Dax e 2270 dello Stoxx che rimane per il momento più indietro appesantito dal settore financial. Inutile per ora continuare a sperare in una reazione dei mercati solo per l’insediamento di Obama, che infatti è stato smentito. I mercati attendono i dati,

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Eni, Fiat e Telecom

Mercato che resta indeciso in attesa delle trimestrali americane che iniziano questa sera dopo la chiusura del mercato con Alcoa. Gli analisti si attendono una perdita del 10% dopo che la società ha tagliato nella scorsa settimana produzione e occupati e ha incassato il sell da Deutsche Bank. Sul mercato italiano: ENI: ampio triangolo in formazione per Eni che per ora rimane sostenuta dalla rialzista di medio termine passante in area 16.20 / 16.50. Sotto questa quota teoricamente possibile un ulteriore indebolimento dei prezzi con target prima sui 15 e in seguito in area 14 euro. Su eventuale rottura al rialzo del triangolo situazione di medio che tornerebbe positiva con obiettivo sulla resistenza statica in area 19.50. Fiat: brutto segnale per Fiat che dopo la salita sostenuta da volumi in crescita storna oggi con engulfing bearish sporco ma accompagnato da volumi oltre la media. Possibiltà di prendere posizioni ribassiste sul titolo con stop loss ferreo sopra 5.90 e target sui nuovi minimi. Telecom: titolo ancora sostenuto dalla rialzista di medio sulla quale oggi si appoggia. Sitauzione di nuovo negativa solo su rottura di area 1.10 con obiettivo in area 1.00. Su eventuale rimbalzo dai minimi di oggi trend di medio che

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Automakers

La Casa Bianca scioglie finalmente i dubbi sul piano di salvataggio degli automakers. Il piano prevede finanziamenti governativi immediati per 13.4 miliardi di dollari, con altri 4 milardi disponibile entro febbario 2009. Bush ritiene inaccettabile, dato il momento storico, un eventuale fallimento nell’industria automobilistica. Se in altri momenti si sarebbe lasciato decidere al mercato, in questo contesto appare insostenebile una ulteriore perdita di occupati derivante da default di automakers. General Motors guadagna il 17% attualmente. Immediata la reazione dei rendimenti obbligazionari USA con i rendimenti dei Treasury in forte apprezzamento da 2.07 a 2.13% sul decennale. Dalle sale operative rimane però il dubbio sulla reale efficacia dell’intervento. Confermato il rating D su General Motors anche dopo l’annuncio del piano di salvataggio e la possibilità che il finanziamento governativo serva solo per allevviare momentaneamente l’esposizione finanziaria dei gruppi. Nella notte ulteriore taglio del costo del denaro in Giappone. Dallo 0.3% allo 0.1%. Imponente il deprezzamento del Dollaro nei confronti di tutte le principali valute sulla scia dell’inaspettata e nuova spinta espansionistica della politica monetaria americana impressa da Bernanke. Gli americani parlano di territorio “no chartered” nel senso che mai nella storia dell Fed ci si era spinti così’ a fondo nello stimolo

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Finmeccanica

FINMECCANICA: titolo che dopo il breve pull back da area 11.00 a area 10.00 riprova a partire con volumi oltre la media e long white accompgnata da gap in apertura. Primo target area 11.00 che in caso di rottura riporterebbe l’obiettivo verso i 14.00 euro. Stop loss contenuto ma ferreo sotto area 10.00 euro.

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News – Michigan, AutoTarp, Mudoff

Serie di news che aumentano ulteriormente la volatilità. La prima appena uscita batte nettamente le attese del mercato e in positivo. L’indice Consumer sentiment dell’Università del Michigan esce a 59.1 contro 55.3 di Novembre. Il dato sembra provenire da un minor peso attributo dai consumatori al costo del carburante. Dato ottimo considerato la situazione dei mercati. Il Tesoro americano annuncia che desidera prevenire il fallimento degli automakers dopo il voto contrario di ieri al Senato. Poi una notizia pesante: Mudoff, gestore di un fondo hedge è stato messo in arresto per una presunta frode di circa 50 milardi di dollari, basata su una piramide finanziaria in cui i soldi freschi andavano a rimborsare i vecchi sottoscrittori ma senza creazione di valore. Mudoff è stato anche presidente del Nasdaq. Mercati che per ora hanno un effetto netto positivo. Il dax future recupera circa 150 punti dai minimi odierni. Vendite diffuse sull’obbligazionario, il Bund Future perde una figura e mezza dai massimi. Lo yen dopo uno spike notturna pesantissimo fino a quota 113.50 sul dollaro ritraccia in area 110.00. Dollaro sempre debole rispetto alle altre valute. Panico per ora rientrato. Dax Future confermato positivo solo sopra 4850. Per ora chiuso solo open gap.

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Mercati

Mercati che in attesa dei dati sulla disoccupazione USA di oggi pomeriggio (14.30 ora italiana) rimangono pericolosamente a contatto dei minimi. Dati che potrebbero evidenziare il peggior calo di occupati dal 1980, con una perdita stimata dal mercato di 350000 / 400000 posti di lavoro, inferiore solo al dato del 1980 pari a 4310. Rimangono i timori relativi al settore auto in America che sembra ancora distante da una soluzione chiara. Iniziano invece a farsi insistenti i dubbi all’interno del Congresso non solo sulla modalità ma anche l’opportunità di procedere al salvataggio. Rendimenti ancora in calo sul decennale obbligazionario che in Europa quota 2.98% , ciò significa che attualmente il mercato richiede solo il 2.98 % di rendimento per investire in titoli a reddito fisso a 10. Il significato economico è molteplice: la crisi sarà profonda e lunga e non ci sono attualmente asset o investimenti capaci di attirare flussi di denaro, ne equity, ne commodity ne corporate bond. La liquidità cerca solamente la qualità e non esiste nessna aspettativa di inflazione. Ancora più estrema la situazione tassi USA. Come si vede dalla tabella qui sotto il mercato sconta tassi a 0% (zero) nel prossimo 3 mesi. Significa inflazione zero e

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Analisi di volume. A cura di Francesco Colucci.

Nodi da sciogliere per la continuazione della salita dell’equity: 1) Lo Yen. Ancorato ai massimi. Tecnicamente flag di consolidamento. Se rotta al rialzo porterebbe target primo sopra 109. 2) Sul Sp500 Future rimane da verificare il vuoto di volumi lasciato in area 780-820. In caso di mancata rottura al rialzo i mercati potrebbero andare a riempire la zona di volumi lasciata scoperta in quell’area e eventualmente ripartire. Inoltre le aree di accumulazione (frecce rosse) di volumi non indicano ancora spinta rialzista ma segnalano una fase laterale. Sopra 890 ci sarebbe il superamento di due importanti aree di accumulazione che potrebbe segnalare direzione.

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Analisi mercati.

Spettro deflazione che si allunga. Rendimento dei decennali ai minimi a tre anni inntorno al 3 per cento, equity ai minimi, commodities sui minimi. Dati macro che anche nella giornata di oggi continuano a non riservare sorprese con preliminare disoccupazione settore privato a massimi a 7 anni e indici settore manifatturiero ben sotto il consenso. In queste condizioni difficile trovare sbocchi per la liquidità che continua riversarsi sui Bond alto standing abbassando i rendimenti. Premio al rischio e volatilità sull’equity elevatissima. Situazione che si autoalimenta. Mercati che sembrano comuqnue voler digerire i dati e la view e pur continuando a trattare sui minini forniscono nelle ultime due giornate una buona prova di forza. Future europei che in maniera abbastanza inaspettata, dopo una mattinata debole e con scarsi volumi trovano la forza per superare area 4500 sul dax future e 2350 di Stoxx, livelli a amio avviso fondamentali dopo la buona base fatta in area 4400. Primo target in area 4715 poi sui 5400. Grafico di lunga del dax con primo obiettivo 4715. Sopra questa quota sui 5400. Negativi sotto 4400 verso nuovi minimi. Bund assolutamente ipercomprato. Il mercato in evidente fuga verso la qualità e da deflazione.

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