Il rimbalzo è convincente?

I dubbi sul rimbalzo dei mercati azionari ed obbligazionari europei a cui stiamo assistendo derivano dall’analisi intermarket. L’analisi intermarket, prendendo in analisi diversi mercati: reddito fisso, azionario, valute può condurre ad una visione corale del sentiment vero degli investitori. Sicuramente gli sforzi del nostro Paese stanno producendo l’effetto della dimuzione del rischio Europa, ed in particolare Italia. Le ricoperture sul nostro indice azionario ma in particolare sul settore bancario ci sono state e supportate da buoni volumi. Anche la riduzione di spread sul rendimento obbligazionario del debito italiano vs debito AAA è stata massiccia. La riduzione di spread sull’azionario Italia vs Germania è invece meno evidente, solo un 1.5% dal 10 gennaio. Sicuramente comunque alleviato il rischio Italia, ovvero la principale paura dei mercati dell’ultimo anno. I gestori potrebbero aver scontato la paura di avere bond nei portafogli con rendimenti oltre il 5% con free risk a 1%. Anche la componente psicologica non va sottovalutata. Quindi ricoperture. (alcuni major fund erano praticamente a zero sull’Italia) Analizzando però la coralità del movimento ci accorgiamo di alcune incongruenze: 1- L’Euro ha partecipato marginalmente al movimento (la causa potrebbe essere ricercata nelle aspettative di modifica del trattato che andrebbero comunque e sempre contro Euro

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Titoli azionari Italia: Intesa, Pop.Milano, Ubi Banca.

Formazioni tecniche interessanti per i titoli segnalati. Intesa: Long white assolutamente rialzista per il titolo che rompe con volumi in aumento il precedente massimo relativo confermando trend rialzista. Target potenziale di breve area 1.80.  Stop loss solo in caso di chisura sotto 1.39.     Banca Popolare Milano: Nuova long white e nuova forza per il titolo che si avvicina a testare il primo livello importante di lungo termine ovvero la ribassista passante per area 0.45. In caso di rottura di questo livello probabile l’arrivo di nuovi flussi in acquisto dopo un possibile pull back di nuovo in area 0.45. Stop loss in area 0.40 per posizioni di breve o 0.3750 per posizioni di medio.   Ubi banca: titolo che punta alla rottura del massimo precedente in area 3.75 con volumi in aumento. In caso di rottura segnale rialzista per il titolo con obiettivo di medio in area 6.50. Stop loss ferreo su chiusure sotto 3.45.    

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Indice italiano Ftse Mib. Operatività di breve termine.

Indice azionario italiano che dopo il lungo periodo laterale sembra voler uscire con forza dall’ampio trading range 14400/16100. Violata per ora area 16100, prima resistenza importante. Primo obiettivo potenziale di breve termine area 18.000. Operatività che potrebbe essere seguita con il future sul Ftse Mib con stop loss ferreo in caso di rottura al ribasso di 15850, ovvero alla negazione della candela di forza odierna.

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BUND FUTURE

Sempre molto tirato l’andamento del Future sull’obbligazionario decennale tedesco, parametro di riferimento per il calcolo del famoso “spread”. Attualmente rendimento del decennale che rimane compresso sotto il 2%, esattamente all’1.91%. Dal punto di vista tecnico prezzi che testano l’area importante di resistenza di area 139, limite superiore dell’ampio testa e spalla ribassista in formazione con resistenza a 139 e target in area 133. Su eventuale rottura dei 133 trend di medio che si invertirebbe diventando negativo. Operativamente possibile l’apertura di posizioni ribassiste con obiettivo 133 e stop loss sopra 139.50.  

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FTSE MIB FUTURE

Rottura rialzista intraday per l’indice che supera la prima resistenza statica a 14750.  Possibile target in area 15500. Stop loss 14550. Il grafico mostra il contratto future da oggi front contract marzo 2012.

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POPOLARE MILANO

Bel segnale di forza per Popolare Milano che fornisce pattern rialzista. Long white con allungo dai minimi relativi e volumi in aumento deciso.  Primo target in area 0.35 ma in caso di partenza con volumi ampio spazio anche più in alto. Stop loss ferreo per chiusure sotto area 0.27.  

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Obbligazioni bancarie. I costi nascosti.

Entro fine anno i Clienti di una nota banca italiana saranno chiamati a decidere se convertire alcune obbligazioni in scadenza nel 2012 in una nuova obbligazione con scadenza 2014. A prima vista, i rendimenti riconosciuti a chi vuole convertire sono più alti. Le vecchie obbligazioni riconoscevano un rendimento tra il 2% e il 3%, mentre  quella nuova garantisce il 4,5% annuo lordo. Il risparmiatore probabilmente non leggerà attentamente il complesso prospetto informativo ma si limiterà a osservare la differenza di rendimento. Ma il problema si nasconde proprio tra le righe del prospetto. A pagina 12 delle Condizioni definitive del contratto viene scomposto il valore della nuova obbligazione in collocamento:  la nuova obbligazione contiene il 10,25% di oneri impliciti!! In altre parole il nuovo sottoscrittore pagherà il 10,25% di commissioni occulte alla banca. Il giorno dopo averle comprate, se il risparmiatore avesse bisogno di venderle, otterrebbe circa 90 euro per ogni 100 sottoscritte. In questa situazione di mercato, con il rendimento dei titoli di stato di pari scadenza vicino al 7%, sottoscrivere un’obbligazione bancaria che rende il 4,5% è comunque errato. Ma se togliessimo il costo implicito, trattenuto dalla banca, la nuova  obbligazione renderebbe il 8,43% annuo lordo, decisamente in linea con

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Le opportunità della crisi. Bloccare la rata del mutuo o del leasing

Un effetto causato dalla crisi finanziaria in corso è quello dell’abbassamento dei tassi di interesse a breve ed a lungo termine. Questa situazione può essere sfruttata per diminuire sia la rischiosità che il costo atteso e attuale del debito. Per chi ha un mutuo a tasso fisso contratto qualche anno fa il mercato offre l’opportunità di modificare il tasso di riferimento (attraverso la surroga) a livelli storicamente molto bassi. Il tasso di riferimento per i mutui a 20 anni, per esempio, quota oggi il 2.82%, a cui bisogna aggiungere lo spread applicato dalla banca. Nella storia finanziaria moderna raramente abbiamo incontrato questa situazione sui tassi di interesse. Per chi ha un tasso variabile l’opportunità è invece quella di poter bloccare la rata massima (ovvero il costo del mutuo) ad un livello prestabilito molto basso per tutta la durata residua del mutuo. Questo attraverso la stipula di un apposito contratto di copertura chiamato Interest Rate Cap. In questo modo è possibile continuare a beneficiare del tasso variabile beneficiando dei bassi ma avere comunque la certezza che la rata non potrà salire mai sopra il livello prefissato. Una particolare struttura di copertura chiamata Zero Cost Collar permette invece di bloccare senza pagamento di

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