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		<title>Dax Future a 6250 si compra.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dax Future a 6250 si compra. Mancano 50 punti. Stop loss di 50/70 pt. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dax Future a 6250 si compra. Mancano 50 punti. Stop loss di 50/70 pt.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/05/dax-gap.jpg" rel="lightbox[1759]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1760" title="dax gap" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/05/dax-gap.jpg" alt="" width="922" height="677" /></a></p>
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		<title>BTP FUTURES</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua la pressione sui Titoli di Stato Italiani. Nel grafico mostriamo il Future sul BTP che si trova ad affrontare il supporto in area 100.00. Sotto questa quota spazio fino ai 97.50. Sotto 100 comunque rendimenti del decennale italiano che diverrebbero critici. Attenzione.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la pressione sui Titoli di Stato Italiani. Nel grafico mostriamo il Future sul BTP che si trova ad affrontare il supporto in area 100.00. Sotto questa quota spazio fino ai 97.50. Sotto 100 comunque rendimenti del decennale italiano che diverrebbero critici. Attenzione.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/05/BTP-FUTURE.jpg" rel="lightbox[1755]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1756" title="BTP FUTURE" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/05/BTP-FUTURE.jpg" alt="" width="922" height="677" /></a></p>
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		<title>Come scegliere tra Fondi Negoziali e Piani Pensionistici Individuali.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Mercati]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo articolo intendiamo far conoscere alcuni elementi fondamentali e poco pubblicizzati che caratterizzano tutti gli strumenti della previdenza integrativa. &#160; Nel mercato degli strumenti previdenziali esistono tre tipologie di forme pensionistiche complementari: i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti e i piani individuali pensionistici. &#160; I fondi pensione negoziali, o fondi pensione ad adesione collettiva, sono istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale e settoriale. I potenziali aderenti a tali fondi appartengono infatti a categorie lavorative ben definite del settore privato (il settore pubblico presenta un solo fondo attivo per il settore scolastico e due in via di definizione per quello sanitario e per i dipendenti degli enti locali) o ai lavoratori di una specifica azienda. Esistono poi anche forme di adesione collettiva su base regionale o geografica. Finanziariamente questi fondi presentano costi di gestione molto contenuti, i più bassi del mercato, e la loro gestione è affidata ad operatori qualificati come Società di gestione del risparmio (S.g.r.), Banche e Assicurazioni. &#160; I fondi pensione aperti sono istituiti da Banche, Assicurazioni, Società di gestione del risparmio (S.g.r.) e Società di intermediazione mobiliare (S.i.m.). Gli aderenti non appartengono a particolari categorie lavorative, aziendali o territoriali, ma l’adesione è aperta a chiunque. Le linee di investimento sono gestite direttamente dai soggetti stessi che istituiscono il fondo e i costi applicati sono mediamente superiori a quelli dei fondi negoziali e inferiori a quelli di natura assicurativa. &#160; I Piani Individuali Pensionistici sono istituiti dalle Compagnie assicurative che ne curano la gestione stessa. L’adesione è aperta a tutti e i costi da sostenere sono tra i più alti di mercato per l’inclusione di coperture assicurative facoltative e per la particolare gestione dei versamenti degli investitori nelle gestioni separate delle compagnie stesse. &#160; A fine 2011 gli aderenti ai fondi negoziali erano 1.994.215, ai fondi pensione aperti 848.415, ai piani individuali 1.451.665. Il trend di adesioni rispetto al 2010 è in diminuzione per i negoziali e in crescita per le altre due tipologie di strumenti, in particolar modo i piani individuali che sono cresciuti del 25% anno su anno. Il motivo è semplice: i piani individuali sono offerti e venduti da banche, assicurazioni e promotori finanziari, i quali grazie alle loro campagne commerciali e grazie all’alta remuneratività dei prodotti collocati spingono i lavoratori a sottoscrivere i loro prodotti a discapito dei fondi negoziali. &#160; Per “conoscere” prima di “discutere” e “deliberare”, intendiamo approfondire alcuni elementi importanti per una scelta consapevole: coefficienti di conversione, costi, rendimenti. &#160; In quest’articolo approfondiremo la questione dei coefficienti di conversione. &#160; I coefficienti di conversione sono dei parametri definiti in base al sesso e all’età del soggetto che richiede la conversione del capitale maturato in rendita. Quindi rappresentano quanti euro riceverà l’aderente al fondo pensione ogni € 1.000,00 accumulati durante la fase di accumulo. Per esempio un coefficiente di 50 significa che per € 100.000,00 accumulati si ottiene una rendita annua di € 5.000,00 ( € 416,67 mensili ). &#160; E’ chiaro che la compagnia assicurativa , la banca o l’ente pensionistico negoziale che riconosca un coefficiente più alto sia più conveniente per l’aderente, chi applica un coefficiente basso addebita indirettamente un costo occulto. &#160; Riportiamo i coefficienti di conversione dei maggiori e più diffusi Fondi Negoziali: Fondo Negoziale Uomo 65 anni rendita mensile Donna 65 anni rendita mensile COMETA 62,80 53,16 FON.TE. 66,00 56,30 FONCHIM 60,79 51,76 LABORFONDS 57,61 51,59 TELEMACO 64,16 54,86 I coefficienti si riferiscono al valore annuo della prestazione vitalizia immediata ogni € 1.000,00 di montante accumulato. &#160; Di seguito i coefficienti di conversione applicati nei Pianj Individuali Pensionistici delle maggiori compagnie assicurative: Compagnia Assicurativa Uomo 65 anni rendita mensile Donna 65 anni rendita mensile Allianz (Mylife) 42,37 36,96 Generali (Valore pensione) 57,22 50,46 Axa (Progetto pensione più) 57,03 50,29 Mediolanum (Taxbenefit New) 44,88 38,54 Poste (Previdenza Valore) 50,11 44,79 &#160; &#160; &#160; Le cifre presentate indicano chiaramente quanto siano onerosi i piani individuali pensionistici in confronto ai fondi negoziali. I caricamenti e i costi impliciti applicati nella fase di erogazione della prestazione maturata incidono in media per un 20% sull&#8217;importo riconosciuto al sottoscrittore. &#160; La motivazione della presenza di costi così alti deriva dalla necessità di remunerare la filiera commerciale di Banche e Assicurazioni e sul fatto che i Fondi Negoziali sono Enti non-profit per cui la pressione commerciale sui potenziali aderenti e la struttura dei costi applicati i sottoscrittori è minima. &#160; Questo particolare aspetto della previdenza integrativa non viene mai presentato al momento dell&#8217;adesione, poiché gli effetti finanziari si manifestano solamente alla fine del percorso previdenziale, dopo molti anni di versamenti e di adesione al fondo, nella maggior parte dei casi, decenni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo articolo intendiamo far conoscere alcuni elementi fondamentali e poco pubblicizzati che caratterizzano tutti gli strumenti della previdenza integrativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel mercato degli strumenti previdenziali esistono tre tipologie di forme pensionistiche complementari: i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti e i piani individuali pensionistici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I fondi pensione negoziali</strong>, o fondi pensione ad adesione collettiva, sono istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale e settoriale. I potenziali aderenti a tali fondi appartengono infatti a categorie lavorative ben definite del settore privato (il settore pubblico presenta un solo fondo attivo per il settore scolastico e due in via di definizione per quello sanitario e per i dipendenti degli enti locali) o ai lavoratori di una specifica azienda. Esistono poi anche forme di adesione collettiva su base regionale o geografica.</p>
<p>Finanziariamente questi fondi presentano costi di gestione molto contenuti, i più bassi del mercato, e la loro gestione è affidata ad operatori qualificati come Società di gestione del risparmio (S.g.r.), Banche e Assicurazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I fondi pensione aperti</strong> sono istituiti da Banche, Assicurazioni, Società di gestione del risparmio (S.g.r.) e Società di intermediazione mobiliare (S.i.m.). Gli aderenti non appartengono a particolari categorie lavorative, aziendali o territoriali, ma l’adesione è aperta a chiunque.</p>
<p>Le linee di investimento sono gestite direttamente dai soggetti stessi che istituiscono il fondo e i costi applicati sono mediamente superiori a quelli dei fondi negoziali e inferiori a quelli di natura assicurativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I Piani Individuali Pensionistici</strong> sono istituiti dalle Compagnie assicurative che ne curano la gestione stessa. L’adesione è aperta a tutti e i costi da sostenere sono tra i più alti di mercato per l’inclusione di coperture assicurative facoltative e per la particolare gestione dei versamenti degli investitori nelle gestioni separate delle compagnie stesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A fine 2011 gli aderenti ai fondi negoziali erano 1.994.215, ai fondi pensione aperti 848.415, ai piani individuali 1.451.665. Il trend di adesioni rispetto al 2010 è in diminuzione per i negoziali e in crescita per le altre due tipologie di strumenti, in particolar modo i piani individuali che sono cresciuti del 25% anno su anno.</p>
<p>Il motivo è semplice: i piani individuali sono offerti e venduti da banche, assicurazioni e promotori finanziari, i quali grazie alle loro campagne commerciali e grazie all’alta remuneratività dei prodotti collocati spingono i lavoratori a sottoscrivere i loro prodotti a discapito dei fondi negoziali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per “conoscere” prima di “discutere” e “deliberare”, intendiamo approfondire alcuni elementi importanti per una scelta consapevole: coefficienti di conversione, costi, rendimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quest’articolo approfondiremo la questione dei <strong>coefficienti di conversione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I coefficienti di conversione sono dei parametri definiti in base al sesso e all’età del soggetto che richiede la conversione del capitale maturato in rendita. Quindi rappresentano quanti euro riceverà l’aderente al fondo pensione ogni € 1.000,00 accumulati durante la fase di accumulo. Per esempio un coefficiente di 50 significa che per € 100.000,00 accumulati si ottiene una rendita annua di € 5.000,00 ( € 416,67 mensili ).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ chiaro che la compagnia assicurativa , la banca o l’ente pensionistico negoziale che riconosca un coefficiente più alto sia più conveniente per l’aderente, chi applica un coefficiente basso addebita indirettamente un costo occulto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riportiamo i coefficienti di conversione dei maggiori e più diffusi Fondi Negoziali:</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="204">
<p><strong>Fondo Negoziale</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Uomo 65 anni rendita mensile</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Donna 65 anni rendita mensile</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="204">
<p><strong>COMETA</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">62,80</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">53,16</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="204">
<p><strong>FON.TE.</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">66,00</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">56,30</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="204">
<p><strong>FONCHIM</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">60,79</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">51,76</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="204">
<p><strong>LABORFONDS</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">57,61</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">51,59</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="204">
<p><strong>TELEMACO</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">64,16</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">54,86</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>I coefficienti si riferiscono al valore annuo della prestazione vitalizia immediata ogni € 1.000,00 di montante accumulato.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito i coefficienti di conversione applicati nei Pianj Individuali Pensionistici delle maggiori compagnie assicurative:</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Compagnia Assicurativa</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Uomo 65 anni rendita mensile</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Donna 65 anni rendita mensile</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Allianz (Mylife)</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">42,37</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">36,96</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Generali (Valore pensione)</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">57,22</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">50,46</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Axa (Progetto pensione più)</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">57,03</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">50,29</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Mediolanum (Taxbenefit New)</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">44,88</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">38,54</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="211">
<p><strong>Poste (Previdenza Valore)</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">50,11</p>
</td>
<td valign="top" width="211">
<p align="center">44,79</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le cifre presentate indicano chiaramente quanto siano onerosi i piani individuali pensionistici in confronto ai fondi negoziali. I caricamenti e i costi impliciti applicati nella fase di erogazione della prestazione maturata incidono in media per un 20% sull&#8217;importo riconosciuto al sottoscrittore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La motivazione della presenza di costi così alti deriva dalla necessità di remunerare la filiera commerciale di Banche e Assicurazioni e sul fatto che i Fondi Negoziali sono Enti non-profit per cui la pressione commerciale sui potenziali aderenti e la struttura dei costi applicati i sottoscrittori è minima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo particolare aspetto della previdenza integrativa non viene mai presentato al momento dell&#8217;adesione, poiché gli effetti finanziari si manifestano solamente alla fine del percorso previdenziale, dopo molti anni di versamenti e di adesione al fondo, nella maggior parte dei casi, decenni.</p>
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		<title>DAX FUTURE</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Mercati]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che preoccupa è il buco di volumi e di prezzo sui 6250. Prima comunque ci sono i 6500 &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che preoccupa è il buco di volumi e di prezzo sui 6250. Prima comunque ci sono i 6500</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/05/DAX.jpg" rel="lightbox[1745]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1746" title="DAX" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/05/DAX.jpg" alt="" width="922" height="677" /></a></p>
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		<title>Testa e spalla rialzista. Ftse Mib Future</title>
		<link>http://www.studiocogliandroraparo.it/testa-e-spalla-rialzista-ftse-mib-future/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 10:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Testa e spalla rialzista in formazione sul Future Ftse Mib. Obiettivo primo la rottura a 14500 Stop Loss 13980.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Testa e spalla rialzista in formazione sul Future Ftse Mib. Obiettivo primo la rottura a 14500</p>
<p>Stop Loss 13980.</p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/05/FTSEMIB.jpg" rel="lightbox[1740]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1741" title="FTSEMIB" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/05/FTSEMIB.jpg" alt="" width="922" height="677" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tassi zero e opportunità per la riduzione del costo del debito.</title>
		<link>http://www.studiocogliandroraparo.it/tassi-zero-e-opportunita-per-la-riduzione-del-costo-del-debito-2/</link>
		<comments>http://www.studiocogliandroraparo.it/tassi-zero-e-opportunita-per-la-riduzione-del-costo-del-debito-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 09:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Mercati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocogliandroraparo.it/?p=1738</guid>
		<description><![CDATA[Mai nella storia dell&#8217;Euro i tassi di interesse a breve, medio e lungo termine sono stati così bassi. Oggi l&#8217;Euribor ad in mese è a 0.40%, il 6 mesi a 1.02%. Il tasso a 10 anni (mid swap) a 2.26%. Questo fenomeno purtroppo non favorisce i nuovi prenditori di fondi in Italia (si in Germania) a causa dell&#8217;aumento dello spread che produce un costo netto del debito (tasso + spread) ben superiore rispetto a qualche anno fa. Trae invece beneficio chi detiene debito contratto qualche anno fa (mutui, leasing ma non aperture di credito) con condizioni non modificabili.In questo caso l&#8217;abbassamento drastico del tasso di riferimento incide positivamente sulla spesa per interessi. Le ragioni di questo movimento anomalo della curva dei tassi sono diverse e complesse. La principale è data dall&#8217;azione della BCE che sta finanziando da mesi le banche europee a tassi zero per impedire il blocco dell&#8217;interbancario. La ragione è quindi artificiosa e volontaria ed impedisce il crollo della fiducia tra istituti di credito, fenomeno che farebbe schizzare il tasso interbancario a livelli record, fenomeno successo a fine 2008. L&#8217;Euribor superò il 5%. L&#8217;Euribor non è infatti altro che il tasso di mercato che si forma giornalmente sul mercato interbancario tra banche prenditrici e banche che offrono fondi su diverse scadenza (dalla scadenza di un giorno tasso overnight a scadenza 30 anni con tasso swap). Ora vediamo quali sono le opportunità che offre questa situazione. 1. Per le aziende e i privati indebitati a tasso variabile: bloccare senza costi il tasso di interesse sul finanziamento (mutuo, leasing ecc) tra l&#8217;1.3% (limite minimo) e il 3.4% (limite massimo) per il prossimo decennio, mantenendo il tasso variabile e senza alcuna modifica ai contratti. Questo risultato è ottenibile attraverso uno specifico contratto chiamato Interest Rate Collar. 2. Per le aziende e i privati indebitati a tasso fisso: trasformare tutto o parte del debito da tasso fisso a tasso variabile con tetto massimo, beneficiando delle attuale condizioni di mercato,  ma con la garanzia di non pagare più del tasso odierno. In dettaglio: 1. Le aziende indebitate a tasso variabile, con una consistenza dil debito importante, corrono il rischio che nei prossimi 24/36 mesi il livello dei tassi si alzi notevolmente a causa di pressioni inflazionistiche, di crisi sistemica area euro o di ritorno a tassi medi storici. In questo momento è possibile fissare adesso, senza alcun costo per l&#8217;azienda e senza modifiche contrattuali con le banche, per tutto o parte del debito, un limite al costo dell&#8217;indebitamento che al momento è inferiore al 3.5% per i prossimi 10 anni. L&#8217;azienda è in questo caso sicura del suo futuro costo del debito. Questo permette l&#8217;ottimizzazione della pianificazione finanziaria a lungo termine contribuendo alla definizione di obiettivi di ritorno sugli investimenti meno aleatori. 2. Le aziende indebitate a tasso fisso hanno invece il problema della rigidità del costo del debito. Esse non stanno beneficiando del periodo di tassi bassi e questo a causa dell&#8217;impossibilità attuale di ricontrattare il debito alle condizioni attuali (mancato affidamento, spread elevati). La soluzione è quella di trasformare, senza alcuna modifica alle condizioni originali, tutto o parte del debito da tasso fisso a tasso variabile, attraverso il ricorso a strumenti di finanza derivata, fissando nel contempo un tasso massimo al debito pari o inferiore al tasso fisso pagato attualmente. Per qualsiasi info non esitate a contattarci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial; font-size: x-small;">Mai nella storia dell&#8217;Euro i tassi di interesse a breve, medio e lungo termine sono stati così bassi. Oggi l&#8217;Euribor ad in mese è a 0.40%, il 6 mesi a 1.02%. Il tasso a 10 anni (mid swap) a 2.26%. </p>
<p>Questo fenomeno purtroppo non favorisce i nuovi prenditori di fondi in Italia (si in Germania) a causa dell&#8217;aumento dello spread che produce un costo netto del debito (tasso + spread) ben superiore rispetto a qualche anno fa. Trae invece beneficio chi detiene debito contratto qualche anno fa (mutui, leasing ma non aperture di credito) con condizioni non modificabili.In questo caso l&#8217;abbassamento drastico del tasso di riferimento incide positivamente sulla spesa per interessi.</p>
<p>Le ragioni di questo movimento anomalo della curva dei tassi sono diverse e complesse. La principale è data dall&#8217;azione della BCE che sta finanziando da mesi le banche europee a tassi zero per impedire il blocco dell&#8217;interbancario. La ragione è quindi artificiosa e volontaria ed impedisce il crollo della fiducia tra istituti di credito, fenomeno che farebbe schizzare il tasso interbancario a livelli record, fenomeno successo a fine 2008. L&#8217;Euribor superò il 5%. L&#8217;Euribor non è infatti altro che il tasso di mercato che si forma giornalmente sul mercato interbancario tra banche prenditrici e banche che offrono fondi su diverse scadenza (dalla scadenza di un giorno tasso overnight a scadenza 30 anni con tasso swap).</p>
<p>Ora vediamo quali sono le opportunità che offre questa situazione.</p>
<p>1. <strong>Per le aziende e i privati indebitati a tasso variabile</strong>: bloccare <strong>senza costi</strong> il tasso di interesse sul finanziamento (mutuo, leasing ecc) tra l&#8217;1.3% (limite minimo) e il 3.4% (limite massimo) per il prossimo decennio, mantenendo il tasso variabile e senza alcuna modifica ai contratti. Questo risultato è ottenibile attraverso uno specifico contratto chiamato Interest Rate Collar.</p>
<p>2. <strong>Per le aziende e i privati indebitati a tasso fisso</strong>: trasformare tutto o parte del debito <strong>da tasso fisso a tasso variabile</strong> <strong>con tetto massimo</strong>, beneficiando delle attuale condizioni di mercato,  ma con la garanzia di non pagare più del tasso odierno.</p>
<p>In dettaglio:</p>
<p>1. Le aziende indebitate a tasso variabile, con una consistenza dil debito importante, corrono il rischio che nei prossimi 24/36 mesi il livello dei tassi si alzi notevolmente a causa di pressioni inflazionistiche, di crisi sistemica area euro o di ritorno a tassi medi storici. In questo momento è possibile fissare adesso,<strong> senza alcun costo per l&#8217;azienda e senza modifiche contrattuali con le banche</strong>, per tutto o parte del debito, un limite al costo dell&#8217;indebitamento che al momento è inferiore al 3.5% per i prossimi 10 anni. L&#8217;azienda è in questo caso sicura del suo futuro costo del debito. Questo permette l&#8217;ottimizzazione della pianificazione finanziaria a lungo termine contribuendo alla definizione di obiettivi di ritorno sugli investimenti meno aleatori.</p>
<p>2. Le aziende indebitate a tasso fisso hanno invece il problema della rigidità del costo del debito. Esse non stanno beneficiando del periodo di tassi bassi e questo a causa dell&#8217;impossibilità attuale di ricontrattare il debito alle condizioni attuali (mancato affidamento, spread elevati).<br /> La soluzione è quella di trasformare, senza alcuna modifica alle condizioni originali, tutto o parte del debito da tasso fisso a tasso variabile, attraverso il ricorso a strumenti di finanza derivata, fissando nel contempo un tasso massimo al debito pari o inferiore al tasso fisso pagato attualmente.</p>
<p>Per qualsiasi info non esitate a contattarci.</span></p>
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		<title>Dove si fermerà il nostro indice ?</title>
		<link>http://www.studiocogliandroraparo.it/dove-si-fermera-il-nostro-indice/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 08:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guardando il grafico del future sul nostro indice azionario si può vedere un open gap che si chiuderebbe a 14050. Potrebbe essere un livello di acquisto con stop strettissimo (50 punti/80 punti). Allego grafico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardando il grafico del future sul nostro indice azionario si può vedere un open gap che si chiuderebbe a 14050. Potrebbe essere un livello di acquisto con stop strettissimo (50 punti/80 punti). Allego grafico.</p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/04/GAP-FTSE-MIB.jpg" rel="lightbox[1729]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1730" title="GAP FTSE MIB" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/04/GAP-FTSE-MIB.jpg" alt="" width="922" height="677" /></a></p>
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		<title>Una coincidenza di gap e supporti. Future su Dax, Spmib e Bund.</title>
		<link>http://www.studiocogliandroraparo.it/una-coincidenza-di-gap-e-supporti-future-su-dax-spmib-e-bund/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Mercati]]></category>

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		<description><![CDATA[Particolare coincidenza sui mercati azionari che potrebbe permettere un corposo rimbalzo o ripartenza (per il Dax) Nel pomeriggio il Future sul Dax è andato a chiudere perfettamente il gap al rialzo del 13.03.12 a 6935 punti mentre il future sull&#8217;Spmib ha testato con estrema precisione l&#8217;importante supporto statico sui 16000 punti. Da questi livelli è iniziato un convincente rally che prosegue tutt&#8217;ora con volumi discreti. Unico neo il Bund che non ha ancora chiuso il gap in area 137.75 con un massimo odierno a soli 5 tick (137.70). Dal punto di vista grafico interessante l&#8217;hammer in formazione sul Future azionario italiano. In caso di conferma della figura odierna target a 17.000 con nuovo atttacco a questo livello. Stop per il future nostrano solo sotto il 16000. (1000 euro circa per il contratto ordinario e circa 200 per il mini) Sicuramente opportunità di short sul Bund in caso di nuovo test di 137.75]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Particolare coincidenza sui mercati azionari che potrebbe permettere un corposo rimbalzo o ripartenza (per il Dax)</p>
<p>Nel pomeriggio il Future sul Dax è andato a chiudere perfettamente il gap al rialzo del 13.03.12 a 6935 punti mentre il future sull&#8217;Spmib ha testato con estrema precisione l&#8217;importante supporto statico sui 16000 punti. Da questi livelli è iniziato un convincente rally che prosegue tutt&#8217;ora con volumi discreti. Unico neo il Bund che non ha ancora chiuso il gap in area 137.75 con un massimo odierno a soli 5 tick (137.70).</p>
<p>Dal punto di vista grafico interessante l&#8217;hammer in formazione sul Future azionario italiano. In caso di conferma della figura odierna target a 17.000 con nuovo atttacco a questo livello.</p>
<p>Stop per il future nostrano solo sotto il 16000. (1000 euro circa per il contratto ordinario e circa 200 per il mini)</p>
<p><strong>Sicuramente opportunità di short sul Bund in caso di nuovo test di 137.75</strong></p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/dax-future.jpg" rel="lightbox[1721]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1722" title="dax future" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/dax-future.jpg" alt="" width="1264" height="677" /></a><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/spmib.jpg" rel="lightbox[1721]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1723" title="spmib" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/spmib.jpg" alt="" width="1264" height="677" /></a></p>
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		<title>Oro, la bolla si sgonfia.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 18:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;oro, uno degli asset più ricercati negli ultimi due anni sembra confermare la tesi delle bolle finanziarie. Ogni volta in cui un asset finanziario diventa troppo ricercato è arrivato il momento di venderlo. Il grafico evidenzia un imponente testa e spalla ribassista con obiettivo primo sui 1500 dollari ed estremo superiore sui 1800. Sotto area 1500 il trend rialzista storica sarebbe inevitabilmente compromesso. Per le posizioni ribassiste da questi livelli stop loss a 1720 dollari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;oro, uno degli asset più ricercati negli ultimi due anni sembra confermare la tesi delle bolle finanziarie. Ogni volta in cui un asset finanziario diventa troppo ricercato è arrivato il momento di venderlo.</p>
<p>Il grafico evidenzia un imponente testa e spalla ribassista con obiettivo primo sui 1500 dollari ed estremo superiore sui 1800. Sotto area 1500 il trend rialzista storica sarebbe inevitabilmente compromesso. Per le posizioni ribassiste da questi livelli stop loss a 1720 dollari.</p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/ORO.jpg" rel="lightbox[1717]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1718" title="ORO" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/ORO.jpg" alt="" width="1264" height="677" /></a></p>
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		<title>Il mercato crede allo swap greco?</title>
		<link>http://www.studiocogliandroraparo.it/il-mercato-crede-allo-swap-greco/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 09:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studiocogliandroraparo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti e Mercati]]></category>

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		<description><![CDATA[Una osservazione sull&#8217;accordo su debito Greco che sembra ormai giunto al termine. I creditori (obbligazionisti) si accollano una perdita di circa il 70% e un prolungamento ventennale sul 30% 40% rimanente. Questo dovrebbe evitare un default disordinato che potrebbe essere molto più deleterio. Questo accordo farebbe terminare la vicenda Grecia eliminando un grosso peso che gravava sulla fiducia degli investitori. A questo si aggiunge anche il deciso allentamento della tensione sul debito italiano spagnolo e francese con gli spread vs bund quasi dimezzati nell&#8217;ultimo mese. I dubbi però sorgono guardando la reazione del mercato dei tassi (Bund) e delle valute. A parte l&#8217;indebolimento dello Yen,  il Bund rimane ai massimi storici praticamente non influenzato dalla vicenda swap Grecia. Minima la reazione dell&#8217;Euro. L&#8217;azionario italiano non ha ancora rotto i 17000 punti, fondamentale spartiacque. Tutto questo fa immaginare che probabilmente cè ancora strda da fare per riportare fiducia sui mercati. Forse il mercato attende qualche bella notizia sul fronte crescita ed occupazione. Diverrei compratore di azionario solo con indice italiano sopra 17.000 e bund sotto 137.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una osservazione sull&#8217;accordo su debito Greco che sembra ormai giunto al termine. I creditori (obbligazionisti) si accollano una perdita di circa il 70% e un prolungamento ventennale sul 30% 40% rimanente. Questo dovrebbe evitare un default disordinato che potrebbe essere molto più deleterio.</p>
<p>Questo accordo farebbe terminare la vicenda Grecia eliminando un grosso peso che gravava sulla fiducia degli investitori.</p>
<p>A questo si aggiunge anche il deciso allentamento della tensione sul debito italiano spagnolo e francese con gli spread vs bund quasi dimezzati nell&#8217;ultimo mese.</p>
<p>I dubbi però sorgono guardando la reazione del mercato dei tassi (Bund) e delle valute.</p>
<p>A parte l&#8217;indebolimento dello Yen,  il Bund rimane ai massimi storici praticamente non influenzato dalla vicenda swap Grecia. Minima la reazione dell&#8217;Euro. L&#8217;azionario italiano non ha ancora rotto i 17000 punti, fondamentale spartiacque.</p>
<p>Tutto questo fa immaginare che probabilmente cè ancora strda da fare per riportare fiducia sui mercati. Forse il mercato attende qualche bella notizia sul fronte crescita ed occupazione.</p>
<p>Diverrei compratore di azionario solo con indice italiano sopra 17.000 e bund sotto 137.</p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/bund-giugno.bmp" rel="lightbox[1707]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1708" title="bund giugno" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/bund-giugno.bmp" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/DAX.jpg" rel="lightbox[1707]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1709" title="DAX" src="http://www.studiocogliandroraparo.it/wp-content/uploads/2012/03/DAX.jpg" alt="" width="922" height="677" /></a></p>
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