2026. Crescita e valore
- Massimo Raparo
- 15 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Diffidare sempre dalle previsioni. Come ricordiamo sempre, l'intero impianto teorico alla base del funzionamento dei mercati afferma che i rendimenti seguano un modello "random walk". Così come l'ubriaco ritrova il portone di casa ondeggiando fra i vicoli del paese senza seguire una traiettoria prevedibile e lineare, i mercati remunerano il rischio con un andamento simile.
Nessuno è in grado di prevedere l'andamento dei prezzi del futuro perchè i prezzi del futuro dipendono dagli eventi futuri e nessuno conosce gli eventi futuri.
Detto questo non possiamo invece ignorare la realtà e adattare l'asset allocation alla realtà adeguando i portafogli con gli obiettivi macro: maggior rendimento atteso a parità di rischio / diversificazione / efficienza.
Spesso facciamo fatica ad accorgerci di quanto cambi il mondo, vivendo in questo mondo. Negli ultimi 10/20 anni il nostro modo di vivere e di pensare per molti aspetti è cambiato radicalmente, pensiamo solamente alla rivoluzione tecnologica che ci ha coinvolti o in termini di esempio al consumo di Coca Cola Vs consumo di banda larga.
Il consumo di Coca Cola è aumentato fino al 2010 per poi stabilizzarsi negli ultimi 15 anni, il consumo di banda larga è parallelamente esploso.
Come impatta questo banale esempio sui mercati?
20 anni fa Coca Cola costituiva circa il 2% dell'indice azionario americano, oggi pesa meno dello 0.5% (-75%)
NVIDIA, il maggior produttore di hardware per l'intelligenza artificiale nasce solo nel 1993, oggi pesa il 5% dell'indice MSCI World. E' oggi la più grande azienda del mondo.
Parallelamente allo sviluppo delle nuove tecnologie gli indici sono cambiati nella loro composizione ma anche nell'esposizione geografica.
Come è cambiata l'evoluzione del peso delle singole aree all'interno dell'indice MSCI World (il principale indice azionario mondiale) negli ultimi 40 anni.
EMEA = Europa Medio Oriente Africa. Mediamente intorno al 20% dell'indice con picco al 35% negli anni 2000
APAC = Asia Pacifico. Il Giappone negli anni 80 aveva il peso maggiore nella capitalizzazione di mercato
Americas = Americhe. A partire dal 2000 il peso è praticamente raddoppiato con lo sviluppo del mercato tecnologico.
Value o Growth?
Valore o crescita.
Oltre al settore di appartenenza le aziende comprese nei vari indici azionari possono anche essere identificate da due strategie: valore o crescita.
Le aziende Value sono quelle aziende contraddistinte da Utili stabili, dividendi e crescita stabile, rapporto fra prezzo di mercato e utili sostenibili (Coca Cola ad es.)
Le aziende Growth sono quelle invece caratterizzate da speranze di crescita elevate. Il valore generato non è attuale ma futuro. Il mercato prezza questa crescita e attribuisce un valore (Amazon ad es.).
Nella composizione attuale dell'indice le aziende Growth hanno il predominio, sono le più grandi.
Guardando solo le prime 10 aziende dell'indice in termini di peso vediamo quanto il settore tecnologico (Groth per eccellenza) pesi sul totale.
Circa il 25% dell'indice è occupato dalle prime 6 aziende tecnologiche al mondo.

Strategia 2026
Non possiamo dire se questa sproporzione sia pericolosa, il mondo cambia sotto i nostri occhi e gli indici seguono il cambiamento. Investire negli indici è l'unica cosa da fare.
Possiamo però dire che la concentrazione è l'opposto della diversificazione che deve essere un punto fermo per resistere alla volatilità di mercato.
A tal fine nel corso dei primi mesi di quest'anno andremo a variare l'esposizione azionaria sostituendo parte (circa 25%/30%) dell'attuale peso azionario in portafoglio con Indici Value che rappresentino meglio quella parte di mondo quotato ridotta dalla crescita esponenziale delle aziende Growth con un occhio attento a quello che è successo fino ad ora e una certezza, investire nell'indice sarà sempre la scelta migliore.



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