30/07/21 - Ridurre la componente azionaria?

L'attuale trend rialzista dell'azionario mondiale, uno dei più intensi della storia, può essere ricondotto a molteplici fattori ma potremmo individuare quello principale nell'affermazione contenuta nell'acronimo "TINA", There Is No Alternative.


I flussi di liquidità che raggiungono le varie asset class, reali o finanziarie (immobili, materie prime, azioni, obbligazioni, cripto ecc) si muovono esclusivamente con un unico obiettivo, quello di massimizzare il rendimento atteso corretto per il rischio.

Facendo un semplice esempio, qualsiasi investitore razionale non potrebbe mai investire in una azione che rende il 2% quando una obbligazione (poniamo a breve scadenza) rende il 2%. L'acquisto di una azione, a differenza dell'obbligazione, non garantisce che quel 2% atteso si verifichi (concetto di rischio). In questo caso, l'investitore venderà azioni per comprare obbligazioni.


Tornando a TINA ed andando velocemente al punto: l'attuale fase rialzista di lungo periodo dell'azionario mondiale deriva in larghissima parte dal gap di rendimento atteso che si è creato fra azionario ed obbligazionario per via della progressiva riduzione dei rendimenti del mercato obbligazionario determinata a sua volta dalla politica monetaria iperespansiva delle Banche Centrali. I rendimenti dei Bond sono stati annullati se non addirittura ed in gran parte condotti sotto lo zero.

There Is No Alternative, appunto.


La situazione attuale inizia però ad essere diversa da quella appena passata.

Due grafici molto espliciti possono chiarire l'idea: i dividendi impliciti nelle azioni dell'indice SP500 (il dividendo è di fatto il rendimento di un'azione) ed il rendimento dei Titoli di Stato americani a lungo termine.

Risulta evidente come i rendimenti stiano convergendo velocemente.


Dividendi SP500 (S&P 500 Dividend Yield)


Rendimento Titoli di Stato USA a 10 anni



Il Rapporto Prezzo Utili


Il rapporto prezzo utili è uno dei più noti indicatori per la valutazione di un titolo azionario. Rapporta semplicemente il prezzo di un'azione agli utili per azione (gli utili dell'azienda divisi per il numero di azioni in circolazione).

Come tutti gli indicatori, anche il PE deve essere trattato con prudenza. Le motivazioni per cui un PE può essere alto o basso possono essere numerose e diverse. Il PE, ad esempio, può essere molto alto perchè il prezzo (numeratore) stima utili ben più alti di quelli registrati dalla società (denominatore).

Senza utilizzare questo indicatore per fini predittivi, possiamo limitarci ad osservarlo nella sua evoluzione storica.


Shiller PE ratio

Il grafico di lunghissimo termine ci fornisce indicazioni da non sottovalutare e che possono costituire una conferma dei concetti espressi sopra (TINA).


Strategia


Sulla base delle considerazioni fatte, la strategia che verrà adottata nei prossimi giorni sarà quella di una riduzione progressiva della quota azionaria di portafoglio nell'ordine del 30% circa rispetto alla quota attuale o in alternativa procederemo con l'acquisto di posizioni di copertura della componente azionaria detenuta (acquisto di posizioni corte).

Le variazioni di portafoglio verranno strutturate e comunicate sulla base dell'analisi dei singoli portafogli e degli obiettivi del cliente (rischio ed orizzonte temporale).




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