Bentornata volatilità
Buongiorno,
una breve nota per descrivere la fase attuale dei mercati che da giugno ad oggi registrano una riduzione del tasso di crescita e un aumento della percezione di rischio (volatilità).
Il fattore principale che incide sul processo di price discovery dei vari mercati, come molto spesso accade, è il movimento della curva dei tassi.
Il livello dei costi energetici incide sui prezzi finali e sul tasso di inflazione attesa.
L'unico modo per fermare l'inflazione, che rischia di diventare sistemica e non più evento spot, è l'aumento dei tassi.
I tassi non sono ancora aumentati ufficialmente ma il mercato si porta avanti con il lavoro, anticipando le decisioni delle varie banche centrali. Se questo dovesse succedere il mercato è già su quei valori, se invece le attese non fossero confermate (fine conflitto ecc) il mercato tornerà a prezzare le nuove aspettative (Bond su / Azioni su).
Guardando la curva dei tassi quotata oggi Vs la curva quotata un anno fa (ottobre 2025), notiamo un aumento su tutte le scadenze di circa 100/130 punti base (1,00% / 1,30%).
In blu la curva dei tassi quotata oggi, in rosso la curva di un anno fa.

Rischio tasso: detenere un bond con scadenza 10 anni acquistato lo scorso anno al 3% (sembrava buono?) con i tassi di oggi più alti di un punto, costa circa un punto all'anno e quindi il bond vale il 9%/10% in meno.
Questo BTP (Btp 2.25% 01.09.2036 ISIN IT0005177909) dai massimi di febbraio, quando quotava 90,89 ha perso infatti circa il 10%, oggi quota 82.
E' infatti un bond che fino al 2036 renderà un punto in meno del mercato (titolo a tasso fisso).

Lo stesso accade per le azioni
Detenere un'azione significa avere investito una somma in cambio del valore attuale dei flussi di cassa futuri (utili o dividendi).
Immaginiamo che quella somma investita incorpori un valore futuro del 8% all'anno e un rischio di 15%. Oggi potrei investire gli stessi soldi in un bond che mi rende il 5% (non più il 3%) rischiando molto meno (5/6%).
Per convincere il mercato ad investire in azioni devo avere un rendimento atteso più alto anche perché il rischio è aumentato.
Quindi l'azione deve scendere e costare di meno così da avere un rendimento atteso maggiore.
Situazione di mercato e rischio.
L'impatto dei diversi fattori di rischio, mercato, tassi, valute è descritto in maniera molto semplice dalla volatilità ovvero dalle variazioni medie annue del valore dei diversi asset (in positivo e in negativo).
Il ruolo dell'attività di gestione del portafoglio è identificare i rischi e ridurli attraverso la ricerca delle correlazioni mantenendo rendimenti medi annui proporzionati al rischio.
La tabella fornisce i valori di rendimento medio annuo e di rischio medio annuo calcolato negli ultimi 5 anni per diversi asset e per due tipologie classiche di portafoglio.
Come appare ben evidente il driver del rendimento è il rischio, salvo eccezioni statistiche legate a cicli particolari (quello dei tassi sui BTP ad esempio).

Nel contesto attuale stiamo osservando valori di volatilità superiori a 1,5 volte la volatilità media a 5 anni.
Considerato che nell'intervallo di 1,5 volte la deviazione standard (volatilità) possiamo trovare l'86% dei rendimenti, il contesto attuale dei mercati è considerato del tutto fisiologico.
Strategia
La strategia di portafoglio attuale prevede il parziale allungamento delle scadenze medie della componente obbligazionaria, scomparse dai nostri portafogli da anni e il leggero sovrappeso nei Bond High Yield (max 20% di portafoglio) che oggi presentano rendimenti medi annui prossimi al 7% anche per scadenze medie (3/4 anni).
Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.


Commenti